Quotidiano per la Rivoluzione Conservatrice

Il Presente nasce a marzo 2023, nel quadro di Gioventù Nazionale Milano, come organo di federazione, quando ancora ero convinto che la mia militanza sarebbe stata prevalentemente culturale.

Il nome lo ha scelto Riccardo Mariani, allora presidente, da una mia lista di circa venti proposte. Io propendevo per La Torre: fin da subito il desiderio era misurarsi con i “maestri” dell’Area.

Al sottoscritto, già consapevole della strada giornalistica che avrebbe intrapreso, toccò la direzione, insieme ai valenti Bianca e Filippo, poi incamminatisi su altri sentieri.

Fu un calderone: cultura, energia, stroncature, cronaca, automotive, geopolitica. E non mancarono, ovviamente, i lecchinaggi “caldamente consigliati” al Partito, ai quali si reagì con cariche frontali, salvo poi perdere e dover ritrattare.

La tensione, però, c’era già tutta.

Un giornale – non un blog – dichiaratamente di destra, a tratti reazionario, a tratti neofascista. Ma soprattutto nemico, al limite dell’odio viscerale, di tante destre: quella patriottarda, quella fascio-borghese, quella filo-occidentale, quella finta cattolica, quella arci-democratica, quella materialista, quella anti-islamica e tutte le altre teste dell’Idra.

Un giornale, insomma, che trova gusto nel punzecchiare e infastidire il proprio pubblico. Quindi, un giornale rivoluzionario.

Un giornale che fin dal terzo editoriale si inimicò i suoi, difendendo Saviano dalle censure di Salvini, pur bramando di vedere Saviano annichilito sul piano dialettico, ma da una forza a lui superiore, non certo dal censore democratico.

«Scriviamo – abbiamo scritto – per infastidire l’uomo moderno, soprattutto quello di destra, che non è poi molto diverso da quello di sinistra».

All’inizio “editoriale della destra militante”. Poi “editoriale di militanza culturale”. Infine, l’approdo alla Rivoluzione Conservatrice: quel bollire e ribollire violento ed europeo, contraddittorio nelle sue declinazioni, tante quante le sue anime, ma anche ortodosso come l’azione di ognuna di esse.

Il Presente è diretto da Matteo Respinti. Quotidiano digitale da tre anni, è su Substack dal 28 dicembre 2025.


Il rapporto con Gioventù Nazionale e la destra

Chi dirige Il Presente, così come numerose firme della Redazione, afferiscono al mondo di Gioventù Nazionale e della destra militante.

Inutile nasconderlo, quindi lo rivendichiamo. Cianciare di Rivoluzione Conservatrice, per poi nascondersi nell’attività culturale, rinunciando alla militanza politica, sarebbe per noi ridicolo.

Detto questo, Il Presente non è un organo di partito, ma è animato dalla più sincera onestà intellettuale, così come la militanza di chi qui scrive.


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