Milano, Ricorda le Foibe e viene sospeso: al liceo Severi-Correnti vince il negazionismo
A Milano i Martiri delle Foibe, e i fratelli italiani costretti all’esodo dalle Terre giuliano-dalmate, si possono onorare solo sottovoce, senza disturbare le istituzioni scolastiche negazioniste.
È questa l’unica “lezione” che si può trarre da quanto accaduto al liceo Severi-Correnti, dove un rappresentante degli studenti, democraticamente eletto, è stato sospeso per 3 giorni, perché colpevole di un’iniziativa legata al Giorno del Ricordo del 10 febbraio.
Il caso Severi-Correnti: l’iniziativa sulle Foibe e la denuncia del Blocco Studentesco
A denunciarlo è il Blocco Studentesco, che dichiara: «Il sistema scolastico italiano, intriso di quello spirito antifascista che da anni cerchiamo di combattere, mostra ancora il proprio reale volto».
Lo studente aveva organizzato all’interno dell’istituto un’iniziativa commemorativa con cartelloni e uno striscione dedicati alle vittime delle Foibe e all’esodo degli italiani dall’Istria e dalla Dalmazia.
Le motivazioni della sospensione: social, manifesti e “irregolarità formali”
Le motivazioni addotte dall’istituto per legittimare la sospensione sono, evidentemente, una maschera per tentare di dissimulare – goffamente – l’azione censoria e autoritaria.
A far scattare la «sanzione», sarebbe stato l’utilizzo «improprio» del nome della scuola all’interno della pagina Instagram della lista Vox Severi-Correnti, a cui lo studente appartiene, cioè l’aver rivendicato orgogliosamente l’azione; l’oscuramento dei volti nelle foto pubblicate sui social, cioè l’aver tutelato sé e i suoi dalla violenza dei negazionisti delle Foibe e l’affissione di «manifesti non autorizzati», grave crimine contro il decoro della bella e pulita Milano.
Formalmente, quindi, non il contenuto, ma le modalità.
Foibe e scuola: il significato politico del caso
Il Blocco Studentesco, nel denunciare l’accaduto, auspica «un intervento del Ministero che chiarisca se davvero sia da punire, piuttosto che lodare, chi ricorda i martiri delle foibe», perché questo è ciò che fa il sistema scolastico italiano «impregnato di un’ideologia antifascista e anti italiana che da ormai troppo tempo infama e ostacola il ricordo dei nostri compatrioti uccisi e seviziati soltanto in quanto italiani».
Il caso del Severi-Correnti non può essere derubricato a semplice questione interna. Se il ricordo delle Foibe è disposto e riconosciuto dallo Stato con il Giorno del Ricordo colpire chi lo onora, con una sanzione disciplinare, significa sfidare lo Stato. E questo il Ministro non deve tollerarlo.
La Redazione de Il Presente esprime la propria solidarietà al militante milanese sospeso nel nome dei martiri delle foibe.
Matteo Respinti



