Iran, l'Ayatollah Khamenei è morto. Di che gioite?
Ricordate, per prima cosa, che i Pahlavi erano predoni georgiani e che regnarono come despoti.
Burattini di Londra, i Pahlavi furono il flagello con cui l’Occidente punì la dinastia Qajar, l’ultima dinastia tradizionale di Persia, colpevole di aver guardato alla Russia della Rivoluzione di Lenin come contraltare alle potenze liberali.
Ricordate, poi, che Reza I, dopo aver modernizzato l’antica Persia a colpi di tirannia, fu reo a sua volta della grande colpa di aver osato guardare altrove (al Reich), per affrancarsi dal giogo delle potenze imperialiste (Inghilterra e URSS), che occuparono quindi il Paese, disponendo la sua abdicazione e la salita al potere del figlio, Reza II.
Ricordate anche che, cane meglio ammaestrato, Reza II firmò la propria ( giusta) fine quando si schierò con i servizi statunitensi e inglesi, deponendo il primo ministro Mossadeq, che perseguiva l’interesse della nazione persiana per mezzo dell’autarchia e della nazionalizzazione del petrolio, cosa assai sgradita ai padroni del despota.
In quel contesto, sconfitti anche i marxisti, Khomeini compì la Rivoluzione.
«La rivoluzione di Khomeini è l'unica vera rivoluzione. Una società sacrale, guidata da un illuminato dalla verità, non da un illuminista. Il suo Iran mi ricorda l’Europa del Medioevo, ed egli è un sacerdote della giustizia», fu scritto.
Ma Khamenei non era Khomeini e la sofferenza del popolo persiano vale, in definitiva, più di ogni fascinazione ideologica.
Ricordandovi questo, spero di mettervi in guardia dal gioire.
Solo un anno fa, in settembre, la terza via perdeva la Siria di Assad. Nel nome della democrazia, Stati Uniti e Israele consegnavano il Paese a un già leader di Al Qaida e dell’Isis, Al Jolani.
Più di recente è venuto meno l’infame Maduro. Ma, anche in quel caso, quale beneficio per il popolo venezuelano? L’esercito, e la sua vice, governano sereni e svendono ora il petrolio all’Occidente.
Di che, quindi, gioite?
L’ultimo avversario di Israele, caduto l’Iran, rimane la Turchia, che è NATO. E i giochi, quindi, sono fatti.
L’Europa, dopo 80 anni, è ancora in stato vegetativo e forse non si riprenderà mai.
La Russia, che qualcuno vorrebbe Katechon contro l’Occidente, abbaia in Ucraina sulla pelle di un popolo innocente, ma ha svenduto senza battere ciglio i fratelli siriani.
E la Cina, che è un male peggiore di quello americano, attende, marxista e calcolatrice, il declino fisiologico dell’ordine statunitense.
Vi chiedo, di nuovo, di che, quindi, gioite?
Matteo Respinti


