Censurare Codreanu: Dell’Orco, editore di Idrovolante, vittima dell'ignoranza antifa
Al collega Daniele Dell’Orco la solidarietà della Redazione.
Basta un trafiletto di Paolo Berizzi (il “precisissimo” giornalista di Repubblica) per mettere all’indice degli editori proibiti Idrovolante Edizioni. La colpa? Un titolo, presentato a Più Libri Più Liberi: Codreanu. L’Arcangelo trafitto di Carlo Sburlati. Tanto è bastato per mobilitare la consueta milizia della cultura a senso unico.
E così il Liceo Luigi Pietrobono di Alatri (Frosinone) ha escluso all’improvviso (dopo averlo espressamente cercato) Daniele Dell’Orco, editore di Idrovolante Edizioni e giornalista e reporter, dal progetto “Esplorazione del mondo dell’editoria: dal libro cartaceo al digitale”.
Nessuna spiegazione, nonostante il percorso fosse stato approvato dalla dirigenza e avesse già visto una prima fase operativa, con il coinvolgimento diretto degli studenti.
A dare notizia del caso è lo stesso Dell’Orco, che nelle scorse ore ha diffuso un comunicato ufficiale ricostruendo l’intera vicenda.
Un progetto approvato, avviato e cancellato “improvvisamente”
Daniele Dell’Orco saggista e giornalista (firma, tra gli altri, de Il Giornale, Libero e Inside Over), nei mesi scorsi era stato contattato dal Liceo Pietrobono, come professionista esterno, per accompagnare una classe in un percorso formativo sull’editoria.
Incarico accettato (pro bono), come precisa lui stesso, “per il legame personale con la città e con l’istituto, che ho frequentato negli anni del liceo”.
Il progetto era stato formalmente approvato dalla dirigenza il 20 ottobre 2025. Il 4 dicembre ha preso avvio con la prima attività concreta: la visita degli studenti allo stand curato da Idrovolante Edizioni, durante la fiera Più Libri Più Liberi, al Centro Congressi La Nuvola di Roma.
Le date operative (13 e 27 gennaio) erano già fissate. Il programma prevedeva attività tecniche di produzione editoriale e la realizzazione di un ebook finale in collaborazione con Idrovolante. “Anche in questo caso – precisa Dell’Orco – la mia disponibilità era totale e gratuita”.
Poi, il dietrofront. L’editore racconta di aver appreso “per interposta persona e contro il parere della docente promotrice” la sua esclusione dal progetto. Una decisione “senza comunicazione ufficiale e senza che mi fosse segnalata la mancanza di requisiti formali o procedurali”.
La polemica su Più Libri Più Liberi e il marchio infame dell’intellighenzia progressista
Escludendo il caso di un improvviso bipolarismo, la scelta del liceo non può che essere ricondotta al clima di odio e censura sorto attorno alla fiera romana.
Lo ricorderete, la potenza di fuoco dell’intellighenzia progressista si era concentrata contro Passaggio al Bosco, ma la penna dell’ottimo Berizzi non aveva risparmiato neppure Idrovolante: il saggio storico su Corneliu Zelea Codreanu, Capitano della Guardia di Ferro, era stato bollato come “agiografia” e messo nella categoria dei “libri cattivi”.
Un giudizio che, per la cronaca, non tutti hanno condiviso. Sul Foglio, Giampiero Mughini ha criticato duramente l’impostazione censoriale: “Non si può censurare la storia, neanche quella che ci indigna. Roba da leggere per capire da dove veniamo noi europei e da non escludere dalle fiere del libro”.
Tornando al caso del liceo, è lo stesso Dell’Orco a sostenere che l’istituto si sia tirato indietro “per ragioni non tecniche ma politiche o umane”. Traduciamo noi, a vincere è stata l’ennesima pressione dell’inquisizione progressista, quella mafia che pretende di ridurre l’editoria e la cultura al becero scontro politico
Idrovolante Edizioni e la libertà del lavoro culturale
Idrovolante Edizioni è un marchio libero, noto per la pubblicazione di narrativa, saggistica, romanzi d’avventura e opere di recupero storico.
“L’ambizione di Idrovolante Edizioni”, recita la presentazione editoriale, “è quella di innalzarsi in volo per guardare il mondo da un’altra prospettiva, riscoprendo il sogno, l’avventura e la sfida con noi stessi”.
Libera è anche la mente di Dell’Orco, autore – tra gli altri – di un volume dedicato a Nicolino Bombacci, il fondatore del Partito Comunista d’Italia, che scelse la Repubblica Sociale e morì al grido “Viva l’Italia, viva il Socialismo”, fucilato dai partigiani e poi appeso a piazzale Loreto accanto a Mussolini. Una figura odiata a sinistra, ma più scomoda a destra.
“Come ex studente dell’Istituto Pietrobono e come professionista che porta il nome di Alatri in Italia e all’estero – dichiara Dell’Orco – trovo grave che un progetto educativo venga interrotto in questo modo”.
L’editore ha inviato una richiesta formale di chiarimento via PEC al dirigente scolastico e ha chiesto il reintegro nel progetto. Per ora, nessuna risposta.
Matteo Respinti





