Decreto bollette, fiducia alla Camera: tutte le novità del provvedimento
Il provvedimento, dal valore complessivo di circa 5 miliardi di euro, prosegue ora l’iter parlamentare al Senato e dovrà essere convertito in legge entro il 21 aprile.
La Camera dei Deputati ha approvato la fiducia posta dal Governo sul decreto Bollette, con 203 voti favorevoli, 117 contrari tra cui i membri del partito guidato da Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, e 3 astenuti.
Il provvedimento, dal valore complessivo di circa 5 miliardi di euro, prosegue ora l’iter parlamentare al Senato e dovrà essere convertito in legge entro il 21 aprile.
Il decreto interviene su più livelli (famiglie, imprese, mercato e sicurezza energetica) con misure che vanno dal bonus diretto in bolletta alla regolazione del settore, fino alla gestione delle fonti energetiche.
Fiducia della Camera: il decreto passa alla seconda lettura
Il via libera alla fiducia consente al Governo di portare il testo in seconda lettura, al Senato, senza modifiche rispetto alla versione approvata in commissione.
Il provvedimento nasce per contrastare il caro energia e contiene una serie di interventi urgenti destinati a contenere i costi per cittadini e sistema produttivo, in un contesto di prezzi ancora elevati.
Bonus e sostegni: contributo da 115 euro e aiuti ampliati
Tra le misure principali, l’articolo 1 introduce un contributo straordinario una tantum da 115 euro per i titolari del bonus sociale elettrico.
La misura riguarda i nuclei con ISEE fino a 9.796 euro (o fino a 20.000 euro per famiglie numerose con almeno quattro figli) ed è finanziata con una dotazione di 315 milioni di euro per il 2026.
Accanto a questo, viene previsto un contributo volontario da parte dei fornitori di energia, destinato ai clienti domestici non beneficiari del bonus sociale ma con ISEE inferiore a 25.000 euro. Il valore del contributo sarà calcolato sulla componente energia dei consumi e regolato secondo criteri definiti da ARERA.
Per le famiglie già beneficiarie del bonus elettrico viene inoltre esteso il diritto alla compensazione anche per la spesa del teleriscaldamento.
Imprese e sistema energetico: incentivi, gas e fiscalità
Il decreto introduce interventi anche per il comparto produttivo e il sistema energetico.
Per gli impianti fotovoltaici superiori a 20 kW, i titolari potranno scegliere di ridurre temporaneamente gli incentivi tra il 2026 e il 2027 (del 15% o del 30%) in cambio di un’estensione delle convenzioni di 3 o 6 mesi, oppure optare per l’uscita anticipata dal sistema incentivante.
Sono previste inoltre misure per favorire i contratti di lungo termine per l’acquisto di energia da fonti rinnovabili (Power Purchase Agreements), in particolare da parte delle piccole e medie imprese.
Sul fronte del gas, il decreto prevede la redistribuzione dei ricavi derivanti dalla vendita del gas stoccato nel 2022 da parte di GSE e Snam, destinati alla riduzione degli oneri di sistema per i consumatori energivori.
Tra le misure fiscali, viene introdotto un aumento dell’aliquota Irap per le imprese del settore energetico, che passa dal 3,9% al 5,9% per il biennio 2026-2027.
Trasparenza e regolazione: nuovi obblighi per gli operatori
Il provvedimento rafforza anche gli strumenti di controllo del mercato energetico.
Gli operatori saranno tenuti a comunicare periodicamente ad ARERA i dati relativi ai propri margini di profitto, con obblighi di rendicontazione definiti dall’Autorità.
Vengono inoltre introdotte norme per migliorare la trasparenza delle offerte commerciali e per disciplinare le modalità di cambio del fornitore, con l’obiettivo di rendere più chiaro il funzionamento del mercato per i consumatori.
Energia e sicurezza: proroga delle centrali a carbone
Tra le disposizioni più rilevanti del decreto figura la proroga al 2038 della dismissione delle centrali a carbone utilizzate per la produzione di energia elettrica.
La misura estende il termine previsto dal Piano nazionale energia e clima, che indicava lo stop entro il 2025 (o 2028 per la Sardegna), consentendo l’utilizzo del carbone in caso di necessità legate alla sicurezza energetica.
Stop al telemarketing e tutela dei consumatori
Il decreto introduce nuove norme contro il telemarketing aggressivo nel settore energia.
Viene vietato effettuare chiamate o inviare messaggi promozionali senza il consenso del consumatore. I contratti conclusi in violazione di queste disposizioni sono nulli.
Le comunicazioni dovranno avvenire tramite numeri identificabili e, in caso di irregolarità, le autorità competenti – tra cui AGCOM e il Garante per la privacy – potranno intervenire fino alla sospensione delle linee telefoniche utilizzate.
Altre misure: oneri di sistema, rinnovabili e infrastrutture
Introdotti anche ulteriori interventi sul sistema energetico.
Tra questi, la riduzione della componente ASOS delle bollette elettriche, il taglio degli oneri sul gas naturale utilizzato per la produzione di energia e misure per favorire la connessione alla rete degli impianti da fonti rinnovabili.
Viene inoltre introdotto un procedimento unico per autorizzare i progetti di centri dati e le relative connessioni elettriche, con tempi definiti fino a 10 mesi prorogabili.
Il decreto Bollette, approvato in prima lettura dalla Camera, passa ora al Senato per la conversione definitiva in legge entro il termine del 21 aprile.
Redazione
I redazionali sono realizzati con il supporto dell’IA e revisionati, non rappresentano necessariamente i valori de Il Presente, ma rispondono all’esigenza di informare tempestivamente e ampliare la portata del progetto.
Per comunicazioni, segnalazioni o contrubuti: redazione@il-presente.it
Seguici qui: Il Presente


