Conte a Repubblica: «Quelli di Meloni sono spregiudicati calcoli elettoralistici»
Oggi la Repubblica pubblica un’intervista a Giuseppe Conte, firmata da Francesco Bei. Il leader del M5S interviene sul dopo-referendum e sul futuro del centrosinistra, intrecciando attacco politico e proposta organizzativa. Il punto di partenza è il giudizio sul Governo.
Conte attacca: «Una seria questione morale in FdI»
Conte interpreta le dimissioni successive al referendum come una mossa tattica, non come un’assunzione di responsabilità. Parla di «calcoli elettoralistici» e accusa la maggioranza di aver agito solo dopo il voto.
Il riferimento più diretto è al caso Santanchè: «L’hanno lasciata al suo posto fino al giorno prima, nonostante fosse da tempo pluri-indagata».
Da qui il giudizio politico: Fratelli d’Italia, secondo Conte, mostra «una seria questione morale», che si somma «all’incapacità dimostrata nel governare».
Elezioni anticipate? «Possiamo accelerare»
Sul possibile voto anticipato, Conte non si dice preoccupato. Al contrario, lascia intendere che il centrosinistra potrebbe adattarsi rapidamente: «Se servirà accelerare il percorso unitario, lo faremo».
Rifiuta però la narrazione di un’opposizione impreparata: «Non partiamo da zero», rivendica, ricordando «le battaglie comuni portate avanti in questi anni».
Il processo, tuttavia, non sarà immediato né verticistico. Conte insiste sulla necessità di una fase di ascolto: «Le forze politiche stanno definendo i programmi partendo dalla propria base».
Prima il programma, poi il leader
Uno dei passaggi più netti riguarda il metodo per costruire l’alternativa. Conte fissa una sequenza precisa: «Prima un programma condiviso, poi la scelta dell’interprete».
Una posizione che va contro la logica delle leadership precostituite. «Anticipare la scelta del leader significherebbe trasformare tutto in una competizione personalistica», avverte.
Da qui l’apertura alle primarie, ma con una condizione chiara: «Devono essere il più democratiche possibile». E un avvertimento: «Chiudersi nelle segreterie di partito significherebbe non aver capito il messaggio del referendum».
Giovani e politica estera: «Costruire forza dal basso»
Conte lega il tema dell’organizzazione politica a quello della partecipazione. Lancia un appello diretto: «Auto-organizzatevi dal basso, create gruppi, confrontiamoci in tutta Italia».
L’obiettivo è rafforzare il peso politico del fronte progressista anche a livello europeo. «Con il sostegno delle nuove generazioni si potranno ridiscutere impegni come il patto di stabilità, il riarmo europeo e le spese Nato».
Sul piano internazionale, il giudizio è netto. Sulla guerra in Ucraina: «La strategia di puntare sulla vittoria militare si è rivelata fallimentare». La proposta è una svolta: «Serve un’iniziativa negoziale, con l’Europa in prima linea».
Redazione
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