Assurdo, caso Salis: controllo regolare, ma la procura si "scusa"
Il controllo della polizia a Roma, tra denuncia e ricostruzione ufficiale
Lo ricorderete, qualche giorno fa, il 28 marzo, Ilaria Salis è stata oggetto di un accertamento della polizia.
Roma, stazione Termini, hotel Varese, l’eurodeputato si trova nella Capitale, dal giorno prima, perché dì lì a poche ore ha inizio la “manifestazione per la pace” No Kings (Nessun Re).
Ore 07.30, scatta il controllo da parte delle forze dell’ordine, e, subito, la nostra protagonista grida al “controllo preventivo”, evocando un clima da “regime”.
Già dalle prime ricostruzioni ufficiali, però, appare chiaro come il controllo sia nato da un “normale” alert del sistema “web alloggiati”, piattaforma che obbliga gli albergatori a trasmettere i dati dei propri ospiti.
Segnalazione che, in questo caso, proveniva dall’estero, in particolare dalla magistratura tedesca, nell’ambito di indagini su ambienti dell’estrema sinistra europea.
Tutto in regola. Ma, nonostante ciò, la procura di Roma ha deciso di scusarsi con Ilaria Salis.
L’alert internazionale e il sistema “web alloggiati”: come è scattato il controllo
Ribadiamolo, a scanso di equivoci: il meccanismo è semplice e standardizzato. Quando il sistema segnala un nominativo, scatta la verifica: identificazione, riscontro della presenza, eventuale aggiornamento delle informazioni. Non è una scelta politica, né un’operazione mirata.
Nel caso specifico, il nome “Ilaria Salis” compare sul terminale del “web alloggiati”, perché inserito in una nota di rintraccio internazionale, legata alle indagini tedesche sulla cosiddetta “Hammerbande”, il gruppo coinvolto, tra il resto, nell’aggressione di Budapest, nel febbraio 2023, per cui il Governo ungherese ritiene Salis colpevole.
La “svista”, la ricostruzione e le “scuse” della procura
Emerge poi, dagli accertamenti del capo della polizia Vittorio Pisani, che gli agenti non avrebbero riconosciuto subito che si trattasse dell’eurodeputato.
Il controllo si è svolto, quindi, come una verifica ordinaria e la polizia ha trattato Ilaria Salis come avrebbe trattato ogni altra persona. Niente di più.
Poi, però, sono scattati gli inutili guanti di velluto.
Prima il questore di Roma, Roberto Massucci, che invita e incontra nel proprio ufficio Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, leader di AVS, poi, le telefonate di Pisani, che vuole “ricucire”.
Ma perché questa cortesia? L’immunità parlamentare europea non impedisce affatto attività di polizia come l’identificazione.
Il chiarimento istituzionale, gli incontri, le telefonate e le ricostruzioni minuziose non hanno alcun senso. Se il controllo è automatico e dovuto, allora ogni forma di giustificazione o “ricucitura” istituzionale delegittima un atto legittimo.
Anzi, così si presta il fianco alla narrazione della Salis, che, infatti, non paga, anche dopo gli aggiornamenti di cronaca, ha continuato a mettere in dubbio la genuinità del controllo:
“Coincidenza pazzesca: il “controllo” avviene proprio la mattina della manifestazione. Stesso albergo. Non quando sono arrivata in aeroporto. Non quando sono andata e tornata da Bruxelles, non quando sono andata e tornata da Cuba. Proprio il giorno della manifestazione. Alle 7.30 di mattina. Che tempismo!”.
Ha scritto, commentando un post su Instagram de Il Corriere, per poi dilettarci con divagazioni sul diritto internazionale, direttamente dalla manifestazione: “è ancora più grave perché è uno stato estero [la Germania] a mettere in discussione le prerogative di un parlamentare eletto in Italia”.
Ma Salis, che è una pregiudicata e che, soprattutto, vanta di essere una militante politica, non ha alcun diritto di lamentarsi di un’identificazione.
Fatto chiaro questo, se anche lei si scandalizza, perché la polemica fa sempre comodo ai politici, tutto dovrebbe fare la polizia tranne che “ricucire” e trattarla con i guanti di velluto.
Un sistema che funziona non distingue tra cittadini. Se il controllo è legittimo, lo è per tutti. E se lo è per tutti, la polizia non ha alcuna ragione di scusarsi con Ilaria Salis.
Matteo Respinti


