Bus gratis ai migranti, Bologna stanzia 40mila euro: ai cittadini una corsa costa fino a 2,50 euro
A Bologna una parte dei migranti ospitati nei Centri di accoglienza straordinaria potrà viaggiare gratuitamente sui mezzi pubblici.
La Città metropolitana ha stanziato circa 40mila euro, dell’avanzo di bilancio, per acquistare CityPass da assegnare alle scuole di italiano, Cpia compresi, e destinare agli ospiti dei Cas che frequentano corsi linguistici e percorsi finalizzati al lavoro. L’accordo con Tper, precisa lo stesso ente, è ancora «in costruzione».
Persone già inserite nel sistema pubblico dell’accoglienza riceveranno gratuitamente anche i titoli di viaggio, mentre chi acquista una corsa ordinaria paga 2,30 euro in rivendita o con carta e fino a 2,50 euro a bordo.
Oltre 21mila corse, ma non si sa per quanti migranti
Il CityPass ordinario di Tper costa 19 euro e comprende dieci corse da 75 minuti. Al prezzo di listino, 40mila euro permetterebbero quindi di acquistare circa 2.105 carnet, equivalenti a oltre 21mila viaggi.
Se la platea potenziale fosse quella di circa 1.500 ospiti dei Cas indicata dall’amministrazione, corrisponderebbero a una media di appena quattordici corse per persona. Il calcolo resta indicativo: non sono ancora noti né il numero effettivo dei beneficiari, né l’eventuale tariffa concordata con Tper.
Mancano criteri e controlli sull’utilizzo
C’è poi il tema dei controlli. Il CityPass ordinario non è personale e può essere utilizzato anche da più passeggeri contemporaneamente.
In più, nel progetto non sono ancora indicati i criteri di consegna, la frequenza minima richiesta ai corsi, il numero massimo di titoli per beneficiario o le modalità con cui verrà verificato l’utilizzo effettivo per raggiungere le lezioni.
Tper, peraltro, prevede già abbonamenti annuali agevolati “Mi Muovo Insieme” per richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale: l’abbonamento urbano costa 151 euro e richiede una certificazione dell’ente di assistenza.
Biglietti per corsi dai risultati non definiti
La motivazione ufficiale è «favorire l’accesso alla formazione e all’inserimento lavorativo». I percorsi di alfabetizzazione del Cpia metropolitano, però, durano 200 ore e conducono al livello A2, cioè a una conoscenza più che di base della lingua italiana.
Inoltre, uno studio pubblicato dall’Inapp invita a rendere questi corsi meno generici e più collegati alle competenze richieste in settori come assistenza, commercio, amministrazione e logistica.
Insegnare l’italiano è indispensabile. Meno convincente è finanziare un nuovo servizio senza indicare quanti partecipanti dovranno completare i corsi, conseguire una certificazione o trovare un impiego. Al momento sono stati annunciati solo i 40mila euro da spendere, non i risultati attesi.
Ai cittadini il biglietto, ai migranti il CityPass
Fratelli d’Italia ha promosso una raccolta firme contro la misura, parlando di «discriminazione al contrario». Il Comune replica che il 95% degli abbonamenti annuali personali beneficia già di qualche agevolazione e che oltre 73mila sono completamente gratuiti.
Il paragone non chiude la questione. Le agevolazioni ordinarie dipendono da età, reddito o condizioni documentate; qui la gratuità deriva dall’inserimento nel sistema dell’accoglienza e dalla frequenza di corsi i cui obiettivi verificabili non sono resi pubblici.
Quarantamila euro non cambieranno, forse, il bilancio di Bologna. Ma la politica si misura dalle priorità: a chi paga il biglietto ordinario una corsa fino a 2,50 euro; ai migranti accolti oltre 21mila viaggi potenziali, senza che siano ancora definiti beneficiari, controlli e risultati.



